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PRESENTAZIONE Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si definisce salute “ il benessere mentale, fisico e sociale dell’essere umano”; infatti, l’odierna società ha messo in primo piano non solo bisogni di tipo materialistico, legati alla sicurezza fisica ed economica, ma anche e sempre più bisogni di tipo relazionale. Vengono, infatti, sottolineati bisogni personali di autorealizzazione, bisogni di appartenenza ed integrazione: bisogni che non si figurano più soltanto nelle forme tradizionali, ma appaiono piuttosto legati alla costruzione della propria identità e che riflettano anche il desiderio di relazione. Ed,allora, la riabilitazione per soggetti con disagio psichico deve rappresentare, appunto, un momento importante per l’avvio di un percorso che vede il soggetto non più solo immerso nelle proprie problematiche intrapsichiche e nei propri fantasmi, ma soprattutto lo deve impegnare in un graduale inserimento e confronto con il mondo esterno, in uno sforzo di risocializzazione pur tenendo conto delle proprie difficoltà, disabilità e paure. Questo nel tentativo di trovare una risposta personale al proprio disagio, ma sempre con lo scopo di superarlo. Infatti, se le attività cliniche, la terapia farmacologica, i colloqui di sostegno, la psicoterapia, la terapia di gruppo e la partecipazione ai diversi laboratori hanno come fine il dare un senso ed un significato alla storia del paziente ed ai suoi comportamenti ( in modo che egli possa conoscere e capire i suoi vissuti, le sue angosce ed il proprio stile relazionale), la riabilitazione nella sua totalità pone il soggetto nel presente, lo impegna a perseguire un obiettivo, facilita la socializzazione attraverso l’organizzazione strutturata della vità in comunità, attraverso la relazione con gli operatori. Infatti, l’equipè della Comunità Socio-Riabilitativa “Francesco” persegue questi obiettivi secondo un modello che considera l’interdisciplinarietà ed il lavoro di rete con il territorio come punti fondamentali ed imprescindibili. Essa deve offrire occasioni per lo sviluppo delle potenzialità personali, deve proporsi come istanza di mediazione e di emancipazione, deve costituirsi come luogo che dall’interazione delle sue funzioni e dal coinvolgimento di tutte le sue componenti, trae il significato terapeutico-riabilitativo più saliente, dove la finalità è l’intervenire attraverso una relazione di sana ed adeguata reciprocità, con una riflessione “ ciascuno di noi ha nella propria vita delle pagine bianche che egli non conosce e che sono scritte per merito degli altri” LA STRUTTURA Il contesto in cui si colloca è di tipo urbano, ubicata nel quartiere popolare “Rinascita”, a ridosso della Chiesa di S.Sebastiano.La Comunità aperta il 3 gennaio 2003, è facilmente raggiungibile sia con il treno che con la macchina ed è collegata con il servizio di trasporto pubblico. La disponibilità di accoglienza è per dieci posti letto: ci sono cinque stanze per gli ospiti, uno studio per gli operatori, un salone, una cucina attrezzata, quattro bagni di cui uno per disabili, un cortile esterno . Tutte le camere sono personalizzate dagli ospiti; si dispone di un pulmino per gli spostamenti delle varie attività svolte all’esterno della struttura ( es. cinema, teatro, gite, soggiorno estivo, musei,etc.). IL PROGETTO TERAPEUTICO-RIABILITATIVO:ATTIVITA’ CLINICHE Gli ospiti accedono alla Comunità attraverso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL di appartenenza, con il quale la struttura elabora e condivide un progetto terapeutico psicoeducativo personalizzato, progetto che prevede appunto un costante confronto tra gli operatori e lo psichiatra inviante. Attualmente, tutti gli ospiti sono di sesso maschile, con una età compresa tra i 30-45 anni, affetti da schizofrenia residua o disturbi di personalità, con capacità residue non gravemente compromesse. L’obiettivo immediato del progetto è la riacquisizione ed il consolidamento della capacità di autogestione, sempre con la presenza, il supporto e la supervisione dell’operatore, legata alla normale quotidianità, al consolidamento delle capacità relazionali con il gruppo di convivenza, con il contesto sociale del territorio, oltre all’acquisizione ed al rispetto di comportamenti socialmente accettabili sia nel contesto esterno sia in quello interno. Gli ospiti vivono all’interno della Comunità impegnandosi in programmi diretti ad affrontare problemi e compiti organizzativi per favorire lo sviluppo delle competenze sociali, dell’autonomia e delle abilità. Infatti, la quotidianità comincia con una organizzazione interna, attraverso dei turni, ad esempio per quanto riguarda la preparazione della colazione, la cura e le pulizie degli spazi personali e di quelli comuni, la preparazione dei pasti. L’intervento strettamente clinico prevede la somministrazione di test, colloqui di sostegno con le famiglie, psicoterapia, gruppi terapeutici, attività cognitive, di socializzazione e del tempo libero. Sono organizzati,infatti, diversi laboratori, alcuni richiesti dagli stessi ospiti.
EQUIPE’ TERAPEUTICA
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