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Psicosi: scheda di Mendicino e Ceccarelli Psicosi |
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Sito dello psicologo Vittorio Mendicino di Roma. Tratta di psicoterapia,psicoanalisi,psicologia,disturbi psichici,salute,articoli,ricerche. Offre risorse,indirizzi utili, |
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La cura della psicosi, alla luce degli studi e delle ricerche sulla materia, come indicato dall’OMS, dovrebbe prevedere il coinvolgimento del più alto numero possibile delle risorse presenti nel dato ambiente sociale. I servizi deputati al trattamento di tale malattia dovrebbero tenere presente sempre queste indicazioni provenienti dall’OMS. Nel trattamento delle psicosi e soprattutto per i sintomi positivi, “formali” (come i deliri), gli psicofarmaci costituiscono uno strumento al momento indispensabile; bisogna però tenere presente che il soggetto psicotico coinvolge le persone che si trovano in prossimità della sua storia, in vissuti di angoscia, di sofferenza, di confusione e ciò può provocare l’abuso nel ricorso agli psicofarmaci come facile e più “immediato” strumento di difesa anziché di cura. La costruzione di un migliore ambiente, curante, ricostruente, di contenimento, salutare, deve essere l’obiettivo di chi prende in carico la persona psicotica; questa operazione implica il coinvolgimento e la compartecipazione delle risorse specialistiche individuabili nella medicina (psicofarmaci) e nella psicoterapia (psicoterapia individuale, psicoterapia di gruppo, comunità terapeutiche…), ma anche nelle risorse come la famiglia, i gruppi di auto-aiuto, i servizi socio-sanitari, la comunità sociale e culturale nel suo insieme. I Genitori dei figli psicotici, anche se di cultura superiore, tendono a considerare il figlio, anche se questo manifesta segnali causati dai gravi cedimenti della personalità, solo un po’ strano. Non comprendono, non possono comprendere la gravità annunciata dai primi sintomi pre-psicotici: rigidità, fragilità, inadeguatezze molto marcate nella sfera affettiva, nelle relazioni familiari e sociali con conseguente vissuto di allarme, di rabbia, di odio e di isolamento. Quando queste realtà diventano incontrollabili e incontenibili si coagulano dando forma a modalità caratteriali percepite dagli altri come stranezze. Queste stranezze rappresentano il “pre-delirio” che il soggetto mette in atto, nella convinzione che gli altri desiderano escluderlo, che ce l’hanno con lui e che lui sente di non riuscire a difendersi adeguatamente e a far valere le sue ragioni i suoi diritti, i suoi bisogni. In questa fase non ci sono deliri veri e propri, non ci sono allucinazioni ma vi è in atto una sorta di guerra durante la quale questi primi sintomi minacciano di invadere, in maniera ingombrante, la mente. Prima di procedere ad elencare alcuni disturbi psicotici (come dal DSM-IV) ricordiamo che Karl Menninger affermava che le forme di malattia mentale sono in sostanza qualitativamente tutte uguali e che esse differiscono soltanto quantitativamente. In altri termini la differenza fra nevrosi, psicosi, depressione consiste soltanto nella presenza quantitativa di “particelle” psicotiche, nevrotiche o di normalità. Il termine “particelle psicotiche” e “particelle nevrotiche” è stato coniato da Vittorio Mendicino e Graziella Ceccarelli ed è utilizzato per esprimere un qualcosa di simile a quello che altri autori hanno chiamato elementi nevrotici ed elementi psicotici. Elenco sintetico dei più comuni disturbi psicotici: -Schizofrenia: i sintomi prevalenti sono: deliri, allucinazioni, eloquio e comportamento disorganizzato o catatonico. -Disturbo schizofreniforme: simile alla schizofrenia con un’unica differenza nella durata (il disturbo dura da uno a sei mesi). -Disturbo schizoaffettivo: periodo di alterazione dell’umore e fase attiva della schizofrenia ricorrono assieme e sono preceduti o seguiti da due settimane di deliri o allucinazioni. -Disturbo delirante: un mese di deliri non bizzarri. -Disturbo psicotico breve: dura più di un giorno e si risolve entro un mese. -Disturbo psicotico condiviso: presenza di un delirio in un soggetto che viene influenzato da qualcun altro con un delirio stabilizzato di contenuto simile. -Disturbo psicotico dovuto a una condizione medica generale. -Disturbo psicotico indotto da sostanze. -Disturbo psicotico non altrimenti specificato. I diversi disturbi psicotici, per poter rientrare nella specifica classificazione, devono soddisfare anche altre caratteristiche come la durata minima dei sintomi maggiori e la durata del disturbo nel suo insieme. |
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Vittorio Mendicino - info@psicologiaeterapia.it Graziella Ceccarelli - graziellaceccarelli@virgilio.it Copyright© 2005 |