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Sito dello psicologo Vittorio Mendicino di Roma. Tratta di psicoterapia,psicoanalisi,psicologia,disturbi psichici,salute,articoli,ricerche. Offre risorse,indirizzi utili, gruppo,autoaiuto,auto,terapia,aiuto. |
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Autoterapia e gruppi di autoaiuto L’autoterapia consiste nell’attivare, favorire e predisporre da se, tutto ciò che può essere curativo, salutare, riequilibrante alla persona. Alcune manovre di autoterapia vengono svolte in maniera involontaria e spontanea,queste come se attivassero : il “sistema immunitario”, i meccanismi di difesa dell’io, le culture e le religioni di appartenenza, le diete, gli stili di vita, le scelte benefiche . In riferimento alla salute psichica, i meccanismi di difesa dell’uomo, e più precisamente quelli dell’Io, descritti da Freud, Reich, Klein, Bion,(etc.), rappresentano la prima forma SPONTANEA E INVOLONTARIA, di autoterapia, di autoprotezione e di autodifesa. Questi meccanismi di difesa, possiamo immaginarli come fossero “delle molle, delle sospensioni avente il compito di ‘attutire i colpi’, perché la strada ‘ambiente’ non è sempre ‘liscia’, e proteggere così la ‘macchina uomo’ dagli stress, dai conflitti, e dai deficit”. Questi meccanismi tendono poi ad agglomerarsi e ad autoassemblarsi, dando vita al quel carattere che rappresenta, in quanto dispositivo di difesa, la più formidabile forma di autoterapia e di accomodamento “ambientale”. Man mano che l’ambiente, ben noto come “madre natura”, viene modificato, l’uomo tenta, riuscendoci nella maggior parte dei casi, di bilanciare e/o sviluppare nuove forme di “adattamento mentale”, sia in maniera personale (meccanismi di difesa) sia in modo collettivo, con nuovi modelli culturali, irituali religiosi e scientifici. Anche l’autoanalisi rientra nella categoria delle autoterapie. “In merito all’autoanalisi è stato pubblicato, di recente, un interessate libro: “Consapevolezza e Autoanalisi” curato da Adamo Vergine e Pia De Silvestris”. Anche alcune manovre di autoterapie fisiche, spesso risultano essere dei tentativi inconsci di autoterapia mentale, come nel caso di taluni “salutisti” che si sottopongono a ossessivi rituali di attività fisica (ispirati dalla regola “perché fa bene”).Mentre, alcuni comportamenti ugualmente ossessivi e compulsivi di elargizione “d’amore” verso gli animali sono da considerare parimenti come tentativi di sanare, di curare proprie “ferite ulcerose” causate da da sensi di colpa. Riguardo le forme di autoterapie organizzate e istituzionalizzate è lecito dire che i popoli e i gruppi sociali, in generale, sviluppano forme spontanee di autoterapie collettive (riti, usanze, miti). L’autoterapia conduce anche ai gruppi di autoaiuto,questi possono essere costituiti su iniziativa di qualche persona coinvolta direttamente o indirettamente nel problema, la quale vendo sentito parlare di gruppi di autoaiuto, organizza in maniera informale delle riunioni. Altre volte si hanno gruppi più ufficializzati proposti e organizzati da associazioni formate liberamente da malati, disabili oppure persone in stato di angoscia, che hanno deciso di impegnarsi in prima persona nel combattere i propri problemi. Nei gruppi di autoaiuto tutti comprendono facilmente di che cosa si parla, perché nel quotidiano tutti vivono ho hanno vissuto situazioni simili, in questo tipo di gruppo non c’è l’esigenza o il bisogno di giustificare un determinato comportamento, di conseguenza non ci si vergogna dello stesso. L’idea di fondo è quella che i membri devono darsi coraggio reciprocamente per trovare nuovi e migliori approcci e fare pressing sui servizi, sulle istituzioni per ottenere un miglioramento della situazione generale (cura,assistenza,ricerca) Il ricorso all’autoiniziativa, alla partecipazione, alla autoresponsabilità, al dialogo e all’autocritica sono sempre stimolati nei gruppi di autoaiuto. Il gruppo di autoaiuto contribuisce a migliorare la fiducia in sé stessi, attiva la socialità attraverso scambi di esperienze e di vissuti di vita quotidiana, stimola l’iniziativa organizzativa tesa a migliorare e vigilare sulle terapie,sui servizi sanitari,sull’assistenza. Gli aderenti si pongono come disponibili ad accogliere altre persone con problematiche simili e bisognose di aiuto, svolgono anche un'azione informativa e promuovono la formazione di ulteriori gruppi, non per ultimo si assumono il compito di coordinare e sostenere i gruppi di autoaiuto già esistenti. KOSCH “Coordinamento e promozione di gruppi di autoaiuto” (Svizzera). E unente
internazionale di primo contatto per chiarimenti sui gruppi di autoaiuto
. Negli ultimi vent’anni, il movimento di autoaiuto si è molto diffuso, esistono più di 2.000 gruppi di autoaiuto ed interessano 300 problematiche diverse. Gruppi di autoaiuto: - Alcolisti Anonimi - A.O. (Overeaters Anonymous ) per mangiatori compulsavi - Gruppi di mutuo aiuto “Self-Help” - http://www.kosch.ch/italiano.html (svizzera) - gruppo di auto - aiuto da mamma a mamma - gruppo di auto per attacchi di panico - gruppo di auto genitori di tossicodipendenti - gruppo di auto per alcolisti - gruppo di auto separati e divorziati - gruppo di auto genitori di schizofrenici
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www.psicologiaeterapia.it Dott: Vittorio Mendicino (psicologo - psicoterapeuta) info@psicologiaeterapia.it |
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