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Sito dello psicologo Vittorio Mendicino di Roma. Tratta di psicoterapia,psicoanalisi,psicologia,disturbi psichici,salute,articoli,ricerche. Offre risorse,indirizzi utili, |
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GLI ATTACCHI DI PANICO
E’ opinione condivisa dal nostro studio e da altri colleghi che, negli ultimi tempi vi è stato un notevole aumento di pazienti sofferenti da disturbo da attacco di panico (DAP). Questo ci ha portato a dover approfondire l'argomento e a sviluppare un intervento più mirato.
Il DSM-IV classifica l'attacco di panico come un periodo
preciso di paura o disagio, durante il quale si sviluppano quattro o più dei
seguenti sintomi: tachicardia, sudorazione, tremore, dispnea, sensazione di
asfissia, dolore al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di
sbandamento, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il
controllo, paura di morire. Per chi soffre di DAP, la paura rappresenta una
minaccia catastrofica costante; il paziente passa il tempo aspettando il
prossimo attacco di panico. Situazioni emotive nuove, stare in luoghi aperti,
fare le file, sono fantasmi che costantemente minacciano la tranquillità.
L'angoscia assale queste persone ogni volta che devono uscire da casa, per cui,
nella fase più avanzata, escono solo se accompagnati, o non escono per niente;
se si devono spostare da un luogo all'altro devono accertarsi dove è l'ospedale
più vicino. Il passare la giornata è come dover percorrere un pericoloso
strapiombo, da qui il bisogno di trovare uno scorri mano per trovare un po' di
protezione, così il pensiero si aggrappa all'ospedale più vicino, al proprio
medico, al farmaco che porta sempre con se, al familiare che può chiamare.
Per stabilire un'alleanza
terapeutica con i pazienti DAP bisogna passare attraverso il "filtro"
della razionalità, meccanismo di difesa che loro usano molto più
massicciamente rispetto ad altri; i fatti emotivi del mondo esterno prima di
raggiungerli dovranno oltrepassare questo potente "filtro", il quale
permette soltanto il passaggio di "particelle infinitamente piccole di
emotività". E come se si fossero costruiti una sorta di "schermo
protettivo", difficilissimo da schernire, infatti la loro vita di relazione
è sostanzialmente scadente. Sono persone molto sole! non si sentono capiti!
Su
di loro un insieme di pensieri e impulsi si abbattono come asteroidi: l 'attacco
di panico, secondo quello da noi riscontrato, assolve una funzione di
"salvavita". Ogniqualvolta alla mente del paziente si avvicinano
questi pensieri e impulsi, per lui difficili da collocare emotivamente, è come
se entrasse in funzione un "salvavita", che provvede a staccare la
corrente, disattivandone 1 'integrità psicofisica attraverso I' attacco di
panico.
L'intervento da noi sviluppato
tende ad accerchiare il disagio sbarrandogli la strada, tramite:
-intervento medico: antidepressivi
e ansiolitici. Questi ultimi spesso, se usati al bisogno, svolgono una vera e
propria funzione psicoterapeutica. Averli con se dà sicurezza e compagnia a chi
soffre di DAP;
-gruppo
di auto-aiuto:
accogliendo la richiesta di alcuni pazienti,
abbiamo dato vita ad un gruppo, dove loro possono raccontarsi le loro storie è
le loro esperienze, sia contattandosi telefonicamente, sia facendo delle
riunioni spontanee. Questo li aiuta a contenere il disagio e facilita la
soluzione del problema;
-psicoterapia
individuale o di gruppo
ad indirizzo psicoanalitico; La prima fase sarà di
contenimento e di sostegno, finalizzata alla costruzione di una alleanza
terapeutica, che si realizzerà man mano che il "filtro" della
razionalità farà passare "particelle sempre più grandi di emotività"
e, quindi, man mano che la "maglia" del filtro si allargherà.
Questo è propedeutico per lo stabilirsi di un rapporto terapeutico e
all'eventuale risoluzione della malattia.
www.psicologiaeterapia.it Dott: Vittorio Mendicino (psicoterapeuta) info@psicologiaeterapia.it