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Psicologo Psicoterapeuta Roma

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Articoli sulla prevenzione della salute mentale

Prevenzione primaria - descrizione  - prevenire cris - problemi con i tuoi - fattori di rischio vicini

Prevenzione secondaria - descrizione  - Prevenzione terziaria - descrizione 

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Un terapeuta deve essere capace di amare uno psicotico o un delinquente e perlomeno di interessarsi con calore al paziente”bordeline”. Le tendenze personali del terapeuta possono influenzare profondamente le indicazioni e la prognosi.“(Leo Stone)  citaz di Arnold Rothstein sul n°109 Gli Argonauti”

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Nella carta di Ottawa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO 1986, si definisce che  il modo
migliore per prevenire le malattie e i disturbi PSICHICI è quello di migliorare il livello dei fattori protettivi
e di diminuire i fattori di rischio.

 In accordo con molti autori sentiamo di poter individuare le primarie “esperienze” protettive  prevalentemente nella soddisfazione delle elementari esigenze umane quali:  allattamento dell’infante al seno e accudimento a carico della  madre, rapporti interpersonali, gruppo di appartenenza, famiglia, religione, vita affettiva.
 I fattori di rischio individuati sono invece: cattivo accudimento del lattante, ossia dare al bambino e alla
nuova persona un ambiente fatto di abbandoni, separazioni, rotture, esclusioni, caos affettivi,  anonimia ,
livelli elevati di  “stressor”, deprivazione di un proprio  gruppo di appartenenza organizzato).

La prevenzione “classica” viene distinta in primaria, secondaria e terziaria (Caplan).

LA PREVENZIONE PRIMARIA  interviene sull’ “Incidenza”,  agisce nel ridurre la probabilità che insorgano i disturbi mentali. Dovrebbe operare anche in assenza di sintomi o disturbi conclamati, quindi  sulle cause, sul fenomeno da prevenire, su famiglia, scuola, ambiente.

Rientra nella  prevenzione primaria la richiesta di aiuto, di chiarificazione, di un consulto precauzionale rivolto magari ad un esperto psicoterapeuta, qualora si ritenga  di trovarsi in presenza di un  qualcosa che  sfugge,
che non si comprende, che suscita ansia, tanto più quando la storia familiare eredita  situazioni di disagio.

Si fa prevenzione «primaria» quando si interviene al fine di  evitare l’insorgenza del problema.

L’educazione a stili di vita sani, la cura e il monitoraggio dell’ambiente famiglia,  dei  rapporti con i figli,  con i compagni di classe, con gli insegnanti, sono da considerare ottimi “vaccini” contro l’evoluzione negativa del disagio.

LA PREVENZIONE SECONDARIA interviene sulla “prevalenza” per ridurre la durata e la diffusione del
disturbo. Agisce precocemente, alla comparsa delle  prime avvisaglie del malessere, quando compaiono
piccole “screpolature” comportamentali.

 
LA PREVENZIONE TERZIARIA interviene nel ridurre le “conseguenze” del disturbo, le recidive e la cronicizzazione. Agisce dopo che il male si è già  conclamato, punta a ridurre la diffusione,  l’aggravamento,
la cronicizzazione.

Il disturbo mentale in primo luogo è una malattia della civiltà, del progresso, del consumismo, dell’anonimia,
della distruzione della cultura naturale e consolidata, sostituita sbrigativamente con culture artificiali e falsificate. Siamo passati in maniera troppo repentina dalla cultura contadina alla cultura delle “veline”, dalla cultura della famiglia alla cultura del “single”, dalla cultura del lavoro alla cultura della finanza.

Un buon elemento di prevenzione  risiede anche nel produrre  una maggiore consapevolezza e informazione sul fatto che esiste una grave implicazione  fra le modalità di accudimento dei figli e la nascita dei disturbi psichici.
Il fallimento della coppia genitoriale, la  depressione materna, la conflittualità persistente  nella coppia
parentale, la difettosa  comunicazione affettiva dei genitori, l’accudimento “multiplo”, sono da considerare
alcuni fra i più importanti fattori di rischio esistenti, dovrebbero quindi essere meglio monitorati e “curati”.

Si dovrebbe indurre  secondo noi ad una maggiore  collaborazione tra la medicina generale e gli studi di psicoterapia, sviluppare una buona pratica di psicoterapia territoriale, di psicologia attiva, migliorare la comunicazione fra medici di base e psicoterapeuti.

E’ assolutamente necessario che la battaglia contro la “malattia mentale”venga combattuta da tutti, perché interessa tutti.

Ad esempio gli insegnanti possono fare molto, a volte  più delle famiglie  e degli stessi professionisti, anche perché passano molto tempo assieme ai ragazzi, sono coinvolti nel gruppo classe, li seguono in un periodo
della vita ancora molto plasmabile. Tutelano i  ragazzi nel mantenere i rapporti con la loro realtà aiutandoli
a non cedere alle tentazioni indotte dal “problema” che indica loro la strada  all’isolamento, alla rinuncia,  all’etichettazione  rassicurante. Possono stimolare la nascita di un formidabile  “gruppo classe” capace di elaborare, contenere e sanare le eventuali fragilità. Possono rendersi inoltre promotori di esperienze vive,  cimentandosi con l’esperienza del vivere umano.

John Bowlby e Mary Ainsworth sostengono che lo  sviluppo armonioso della personalità del bambino
dipenda da un adeguato attaccamento alla figura materna.
Winnicot in un atto  di sintesi sostiene che nel modo in cui la madre tiene in braccio il suo bambino “Holding”
si esprime  la sua principale  e determinante funzione materna.

Gli “stressful life events” sono fattori psicosociali di concausa nello scompenso psicotico,

  Il fatto scatenante di un  disturbo psicotico (dispiacere, separazione, sfratto ) è da considerare  una
concausa che  unitamente ad altri fattori, quali la particolare vulnerabilità, il temperamento individuale, la particolare struttura dell’Io, lo rende un  potenziatore, un  acceleratore del disturbo psicotico; è il modo soggettivo 
di vivere lo stressor, per via  della storia personale, il perno che mantiene o rompe l’equilibrio.  Infatti lo
stesso dispiacere in persone diverse  provoca reazione diversa.

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INDICAZIONI DATE DALL’O.M.S. (ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA') PER INDIVIDUARE L’INSORGENZA DI CRISI.

 conoscere per prevenire
- incapacità di dormire, scambio del giorno con la notte;
Fattori di concausa nell’insorgenza dei disturbi psichici.

Esiste una sostanziale concordanza, degli autori in materia di salute mentale, sul fattore di rischio esercitato da alcuni indici  che riportiamo qui di seguito in maniera sintetica e non esaustiva. Tali indice di rischio vengono tenuti in debita considerazione sia nell’ambito delle ricerche scientifiche che nei colloqui psicodiagnostici e psichiatrici.

Fattori di rischio sull’insorgenza di disturbi psichici:

Madre naturale psicotica, morta suicida, alcolista, depressa, tossicodipendente.
Conflitti coniugali  continui nella coppia.
Allattamento non al seno.
Svezzamento troppo precoce.
Figura paterna di scarso rilievo pedagogico.
Coppia genitoriale soli, senza una comunità d’appartenenza.
Madre con personalità rigida ed anaffettiva.
Padre disimpegnato e periferico.
Separazione della coppia genitoriale.
Tendenza dei membri della coppia genitoriale a svalutare l’altro.
Tendenza dei membri della coppia genitoriale a denigrare la famiglia d’origine dell’altro.
Madre depressa.  
Padre ex-etilista, disimpegnato.
Madre con passato di istituzionalizzazione.
Perdita precoce della madre.
Accudimenti multipli.
Vita intima, affettiva e sessuale della coppia, senza gioia.
Madre adottiva con passato di istituzionalizzazione .
Madre fragile, immatura.
Padre etilista, tossicodipendente.
Confusione dei ruoli genitoriali.
Violenza sessuale da parte del padre.
Affido prolungato alla nonna materna, anaffettiva ed autoritaria.
Padre iperesigente e punitivo.
Madre mascolina e padre femminilizzato.
Familiarità per enuresi e depressione.
Padre con personalità schizoide e tratti sadici.
Madre narcisista con tratti evitanti.
Maltrattamento da parte di entrambi i genitori.
Rapporto simbiotico con la madre.
Madre anaffettiva evitante..
Multiple figure di accadimento.Madre simbiotica.
Separazione dei genitori.
Depressione materna.
Familiarità per depressione nel ramo materno.
Contesto familiare caotico ed invischiato, con inversione dei ruoli
Madre fragile ed immatura,
Dipendente dalla famiglia di origine
Madre ipercontrollante ed intrusiva

 La presenza di questi indici non è automaticamente causa di disturbi psichici, ma è concausa ,
se sommata ad altri indici , il “vaso scoppa”.

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- isolamento sociale, ritiro, timore e sospettosità;
- saltare le lezioni, non andare al lavoro, evitare di uscire;
- incapacità di concentrazione, sguardo fisso, vaghezza;
- eccesso di medicine e/o alcolici, azioni ripetitive, capricci
   con cibi (eccesso rifiuto, speciali gusti);
- scadimento dell’igiene personale, eccentricità nel vestire;
- frequenti spostamenti, viaggi lunghe camminate che portano
  da nessuna parte;
- sensibilità inusuale agli stimoli (rumore , luci ) bassa tolleranza agli stimoli;
- inadeguata preoccupazione per argomenti spirituali o religiosi;
- comportamento bizzarro;

- conversazione che non ha senso, molto astratta, apparentemente profonda ma
illogica ed incoerente (pensieri e comportamenti che girano intorno ad una sola idea).

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 Dott: Vittorio Mendicino (psicologo - psicoterapeuta)  info@psicologiaeterapia.it

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